Tbilisi e Kutaisi in un unico posto: la tradizione del vino che precede quella di tutti gli altri, la strada di montagna che dà la miglior gita in giornata del Paese e quanto puoi restare senza visto.
Le cose che cambiano una decisione, non un riassunto della guida.
La Georgia ha la più antica tradizione vinicola continua conosciuta, con la fermentazione nei qvevri di argilla interrati, un metodo iscritto nel patrimonio immateriale UNESCO. La Kakheti, un’ora e mezza a est di Tbilisi, è dove stanno le cantine ed è dove va la classica gita di una giornata intera.
Tre ore a nord di Tbilisi lungo la Strada militare georgiana fino a Stepantsminda, con la chiesa della Trinità di Gergeti su un crinale sotto una vetta di 5.000 metri. È l’immagine simbolo del Paese e una giornata lunga ma del tutto fattibile.
La Tusheti si raggiunge da una delle strade più pericolose del mondo ed è aperta all’incirca da giugno a settembre. Parti della Svaneti restano accessibili più a lungo, ma i passi comunque chiudono. Tutto ciò che sta sopra le valli principali vuole una data estiva.
I cittadini di un centinaio di Paesi possono restare 365 giorni senza visto, cosa insolitamente generosa ed è il motivo per cui Tbilisi ha una vasta comunità di residenti di lungo periodo. Il lari rende parecchio: cibo, guide e alloggio costano tutti poco.
Un banchetto georgiano è guidato da un tamada, un maestro dei brindisi, e i brindisi sono strutturati, lunghi e non facoltativi. Le porzioni sono enormi. Se ti invitano, arriva affamato e dosati con il vino: rifiutare un brindisi è la mossa imbarazzante.
La scrittura georgiana non è imparentata con il latino né con il cirillico e non somiglia a nient’altro. Tbilisi traslittera quasi tutta la segnaletica; fuori dalla capitale molto meno. Il russo resta ampiamente compreso dalle generazioni più anziane, l’inglese da quelle più giovani.
Cosa è aperto, quanta gente c’è e quando conviene prenotare in anticipo.